Ogni responsabile IT lo sa bene: i dati sono il patrimonio più importante dell’azienda e fare il backup è fondamentale. Può dormire sonni tranquilli.
Oppure no?

Il backup è tuttora oggetto di errori comuni, che possono costare molto cari.
Come stava per succedere a una grande azienda come Pixar, che ha rischiato di perdere un intero cartone animato a causa di un errore umano (un comando remove all fatto girare sui server dove si trovava tutto il lavoro).
Proprio in quel momento, i responsabili IT di Pixar hanno scoperto che… il sistema di backup non funzionava da un mese!
Solo un colpo di fortuna ha salvato la situazione: la vicenda è narrata in questo simpatico corto.


Non si può fare affidamento sulla fortuna però.
Ecco perchè è necessario sfatare cinque errori diffusi riguardo al backup.

  1. “La mia azienda non ha mai subito una perdita di dati significativa: non ho bisogno del backup”.

Uno studio di Gartner del 2012 mostra che il 25% dei computer del mondo subisce una perdita di dati annualmente. Se non vi è mai successo è una questione statistica: a voi decidere se affidarvi al caso o se adottare soluzioni preventive.

  1. “Ho un sistema di backup, non mi devo preoccupare della perdita di dati”.

Il backup non serve a nulla se non è funzionante (come insegna la vicenda di Pixar): è importante, ma ancora più importante è avere la certezza del recovery.
Per essere certi che il backup vada a buon fine e che in caso di necessità i dati verranno ripristinati correttamente, è necessario effettuare dei test periodici. Alcune soluzioni permettono di farlo in modo automatico.

  1. “Una buona soluzione di backup è costosa”.

Quanto costano però alla vostra azienda la perdita di dati e il fermo forzato dei sistemi, sia in termini di soldi sia in termini di immagine? Pensate che alcune soluzioni di backup permettono di tornare a lavorare cinque minuti dopo il guasto dei sistemi: a voi fare i conti.

  1. “Faccio il backup solo nel weekend, per non rallentare i sistemi”.

Esistono soluzioni di backup che garantiscono il minimo impatto sui sistemi, e che quindi possono fare il backup e proteggere le macchine in modo continuo garantendo maggiore granularità in caso di ripristino.

  1. “Per il backup in ambiente fisico e virtuale mi servirebbero due tool diversi”.

La virtualizzazione è un ottimo modo per garantire la continuità operativa e la sicurezza delle applicazioni, ma spesso costringe a usare un tool di backup diverso rispetto a quello usato per i server fisici. Utilizzare un’unica soluzione di backup sia per server fisico che per ambiente virtualizzato è possibile.


Un recente studio condotto sugli IT manager, i responsabili IT e gli uffici acquisti di circa 250 aziende italiane con oltre 500 dipendenti appartenenti a diversi settori (assicurazioni, telecomunicazioni, Pubblica Amministrazione, bancario, manifatturiero e di servizi) mostra che non tutte le aziende dispongono di un piano di recupero dati.
Bisogna tenere presenti gli obiettivi di un piano di backup:

  • minimizzare il rischio di perdita di dati in caso di errore o guasto;
  • ripristinare la situazione nel minor tempo possibile;
  • garantire il minimo impatto sui sistemi e sugli utenti.

E tu, ti affidi alla fortuna o hai una soluzione affidabile di backup?

Noi te ne consigliamo una: Axcient!

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